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S. Vito: si aspettano i risarcimenti dell’alluvione 2008

Scritto da Giuseppe Messe il 18 febbraio 2010 – 06:51Commenta

Mariella Italo

(di Marco D’Errico) SAN VITO DEI NORMANNI I proprietari delle aziende della zona Pip sono ancora in attesa del risarcimento per i danni subiti dalla violenta alluvione avvenuta il 17 dicembre del 2008. L’inondazione, senza precedenti per gravità, interessò tutta la zona della via per Specchiolla, provocando ingenti danni a imprese e abitazioni. Un fiume di acqua e detriti, causato dell’otturazione dell’inghiottitoio fognario, si riversò con inaudita violenza in tutta l’area circostante. Aldo De Carlo, titolare di una ditta di autodemolizione sita nella zona Pip, ricorda ancora con sgomento quel pomeriggio di poco più di un anno fa. “In poco tempo – racconta – il livello dell’acqua raggiunse quasi due metri d’altezza: intervennero i Vigili del fuoco di Brindisi per liberare due miei dipendenti che, intenti a lavorare all’interno di un capannone, si trovarono nell’impossibilità di uscire.
Tutte le mie attrezzature di lavoro furono sommerse dall’acqua: muletti per il sollevamento, compressori, auto nuove da demolire, motori, parti meccaniche ed elettriche, attrezzi d’officina, tappezzerie. Un vero disastro. I danni, stimati da un ingegnere e un avvocato, ammontarono a circa 300mila euro. L’acqua e il fango, come accertato dalla Polizia municipale, avevano sommerso completamente tutta la superficie della mia ditta. Dopo più di un anno, e nonostante le tante promesse, non abbiamo ancora ottenuto alcun risarcimento né ricevuto notizie in merito. Stiamo di conseguenza valutando la possibilità di aprire un contenzioso. Il Comune, secondo il mio parere, dovrebbe autorizzare la costruzione di insediamenti commerciali solo nelle zone idonee, e non in aree destinate a spazi verdi: sarebbe un modo per scongiurare altre catastrofi”.
Mariella Italo, responsabile amministrativo di una ditta di autotrasporti, ha subito nella stessa occasione danni per circa 200mila euro. “L’acqua e il fango, quella sera, hanno bloccato le porte di ingresso, provocando la devastazione degli uffici, l’abbattimento del muro di cinta, la distruzione degli impianti tecnologici e delle merci, custodite nei depositi e pronte per la spedizione, oltre all’allagamento di molte auto parcheggiate nel piazzale interno. La nostra impresa non ha goduto di finanziamenti statali, abbiamo contratto dei mutui con le banche per avviare la nostra nuova attività nel sito di via Specchiolla, sostenendo notevoli spese: i danni che abbiamo subito ci hanno messo in ginocchio. Dopo l’alluvione abbiamo ricevuto la visita di alcuni amministratori del Comune, i quali ci hanno assicurato che avrebbero avvisato il prefetto allo scopo di richiedere lo stato di calamità naturale.
Ma dopo oltre un anno non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione. I pochi fondi, arrivati dalla Regione, sono stati impiegati per qualche intervento nella zona alluvionata, ma dei nostri danni non si è curato nessuno. Siamo stati completamente ignorati”. Vito Ruggiero, titolare di un’officina per l’istallazione di pneumatici, lamenta danni per circa 95mila euro. “Dopo un mese dall’alluvione il Comune ci ha richiesto una perizia giurata per quantificare i danni: abbiamo subito provveduto a fornirla, ma non abbiamo ancora ricevuto alcuna risposta”. Gli imprenditori della zona Pip, stanchi delle tante promesse non mantenute, attendono dagli amministratori di conoscere in quale modo si chiuderà il doloroso capitolo dell’alluvione del dicembre 2008.

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