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S. Vito N.: la protesta degli abitanti del rione Giovanni XXIII

Scritto da Giuseppe Messe il 11 marzo 2010 – 05:40Commenta

Domenico Vitale mostra la lettera ricevuta dal comune

(di Marco D’Errico) SAN VITO DEI NORMANNI Protestano gli abitanti del rione Giovanni XXIII. Non si sentono affatto considerati nelle loro problematiche quotidiane: invasione di ratti, strade dissestate e totalmente prive di segnaletica, parco dei bambini in stato di abbandono. Ma non solo. Il quartiere periferico vive una sorta di esclusione dal resto del centro abitato. L’identità e la precisa connotazione di un luogo non si costruiscono attraverso un semplice restauro, peraltro mai compiuto in modo completo e soddisfacente. Sono gli stessi abitanti del rione a sottolinearlo in un linguaggio semplice, ma straordinariamente efficace. “Abbiamo più volte richiesto – afferma Domenico Vitale – un busto di Papa Giovanni XXIII: sarebbe stato un modo per dare un’identità al nostro quartiere che porta questo nome, ma non ci è stato mai concesso. Nulla è cambiato negli ultimi decenni, intorno a noi la città si è modernizzata, ma qui pare che il tempo si sia fermato”. Una distanza percepita da confini ben evidenti, rappresentati dall’impossibilità di una piena fruizione dell’ambiente circostante.

Valeria Camassa mostra lo scivolo privo di protezione

“Qui è assente qualsiasi tipo di segnale stradale – riferisce Valeria Camassa – e nel quartiere ci sono molti svincoli che impediscono una sicura circolazione dei veicoli. Sono spesso presenti tir, lasciati in sosta per giorni, e ognuno si sente implicitamente autorizzato a fare ciò che vuole. Il parco giochi dei bimbi, inoltre, è in stato di abbandono da anni: alcuni giochi sono rotti, altri mancano delle protezioni di sicurezza. Lo scivolo, in particolare, risulta essere pericoloso a causa dell’assenza dei pannelli laterali che proteggono i più piccini da eventuali cadute.
La necessaria periodica derattizzazione, indispensabile per contrastare il dilagare di grossi topi provenienti dalla vicina fogna, siamo costretti a farla a nostre spese, nonostante i vari solleciti inoltrati al Comune”. “Dal ’68 non sono mai state rifatte le strade – aggiunge Vitale – l’ultima lettera, inviata al Municipio cinque anni fa, non è servita a nulla: ci avevano risposto di aver incaricato l’Ufficio tecnico di effettuare interventi a breve, ma stiamo ancora aspettando”. Lorenzina Viva fa notare l’assenza di spazi attrezzati per i venditori ambulanti. “Il nostro quartiere non è per niente curato nella pulizia: i commercianti ortofrutticoli che arrivano con i camion, privi di un’area di spazio precisa, sono costretti a fermarsi sui marciapiedi, che rimangono insudiciati da macchie di olio e residui vari”.
Rocco Urgese, Cosimo D’Erriquez, Matteo Urgese e Angela Semeraro sollevano l’annoso problema del canale fognario. “Ogni volta che si ottura non viene mai pulito: i liquami rimangono sparsi nel terreno vicino ai nostri orti, generando cattivi odori e la proliferazione di insetti e topi”. Angelo Massaro parla di un rione dimenticato. “Si ricordano di noi solo prima delle elezioni: bussano alle nostre porte per farci tante promesse, che rimangono puntualmente disattese”. Si era parlato recentemente in queste pagine del quartiere Giovanni XXIII. I residenti, questa volta, hanno voluto denunciare gli ulteriori disagi che nessuno, per ormai troppo tempo, ha voluto ascoltare.

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