S. Vito N.: la protesta degli abitanti del rione Giovanni XXIII
“Qui è assente qualsiasi tipo di segnale stradale – riferisce Valeria Camassa – e nel quartiere ci sono molti svincoli che impediscono una sicura circolazione dei veicoli. Sono spesso presenti tir, lasciati in sosta per giorni, e ognuno si sente implicitamente autorizzato a fare ciò che vuole. Il parco giochi dei bimbi, inoltre, è in stato di abbandono da anni: alcuni giochi sono rotti, altri mancano delle protezioni di sicurezza. Lo scivolo, in particolare, risulta essere pericoloso a causa dell’assenza dei pannelli laterali che proteggono i più piccini da eventuali cadute.
La necessaria periodica derattizzazione, indispensabile per contrastare il dilagare di grossi topi provenienti dalla vicina fogna, siamo costretti a farla a nostre spese, nonostante i vari solleciti inoltrati al Comune”. “Dal ’68 non sono mai state rifatte le strade – aggiunge Vitale – l’ultima lettera, inviata al Municipio cinque anni fa, non è servita a nulla: ci avevano risposto di aver incaricato l’Ufficio tecnico di effettuare interventi a breve, ma stiamo ancora aspettando”. Lorenzina Viva fa notare l’assenza di spazi attrezzati per i venditori ambulanti. “Il nostro quartiere non è per niente curato nella pulizia: i commercianti ortofrutticoli che arrivano con i camion, privi di un’area di spazio precisa, sono costretti a fermarsi sui marciapiedi, che rimangono insudiciati da macchie di olio e residui vari”.
Rocco Urgese, Cosimo D’Erriquez, Matteo Urgese e Angela Semeraro sollevano l’annoso problema del canale fognario. “Ogni volta che si ottura non viene mai pulito: i liquami rimangono sparsi nel terreno vicino ai nostri orti, generando cattivi odori e la proliferazione di insetti e topi”. Angelo Massaro parla di un rione dimenticato. “Si ricordano di noi solo prima delle elezioni: bussano alle nostre porte per farci tante promesse, che rimangono puntualmente disattese”. Si era parlato recentemente in queste pagine del quartiere Giovanni XXIII. I residenti, questa volta, hanno voluto denunciare gli ulteriori disagi che nessuno, per ormai troppo tempo, ha voluto ascoltare.









