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S. Vito: la crisi dell’olivicoltura

Scritto da Giuseppe Messe il 31 gennaio 2010 – 05:59Commenta

Matteo De Cillis

(di Marco D’Errico) SAN VITO DEI NORMANNI Grave crisi dell’olivicoltura a San Vito. A fine stagione è tempo di fare bilanci, e sono in molti gli operatori del settore che lamentano forti perdite economiche. A determinare un’annata da dimenticare hanno contribuito diversi fattori: parassiti e malattie delle piante, piogge abbondanti che hanno provocato allagamenti continui, invasione di decine di migliaia di storni che hanno distrutto buona parte dei raccolti. “Molti agricoltori – spiega Matteo De Cillis, responsabile di un’azienda di trasformazione delle olive – sono stati costretti ad abbandonare quel poco di raccolto a causa degli elevati costi di mano d’opera ed al basso prezzo di quotazione del prodotto. Il mercato, purtroppo, è in mano ad alcune holding che, a livello internazionale, determinano il prezzo all’ingrosso dell’olio. Il Governo non ha riconosciuto lo stato di calamità naturale, e mancano serie politiche per incentivare in generale l’agricoltura: una delle poche risorse del nostro territorio.
Quest’anno siamo stati costretti ad acquistare le olive da altre zone della Puglia o da regioni vicine, per soddisfare la nostra clientela. La crisi del settore è grave. Sarebbero indispensabili iniziative per incentivare i giovani ad occuparsi dell’agricoltura: ormai la maggior parte degli agricoltori è costituita da anziani. Manca un ricambio generazionale, ma se non si mettono in atto interventi mirati di rilancio e promozione del settore, la situazione non muterà”. La Confagricoltura di Brindisi ha promosso una serie di iniziative, utili alla formazione degli operatori del settore dell’olivicoltura. Marco Argentiere, responsabile provinciale del Centro di assistenza agricola della Confagricoltura, è impegnato in prima linea riguardo a diversi progetti. “Il territorio di San Vito è fortemente legato all’attività di olivicoltura e produzione di olio. Tant’è che nello stemma araldico del Comune è raffigurato un cane che porta in bocca un ramoscello di ulivo.
Abbiamo di recente avviato un corso per potatori di olive, essendo presenti in città molti addetti a tale compito. La finalità era di approfondire alcune tematiche, e offrire una maggiore preparazione professionale ai vari operatori. Un altro progetto che abbiamo avviato a San Vito e in tutta la provincia, in collaborazione con Roberto Morleo di “Oleopuglia”, è quello della tracciabilità di filiera: questo sistema attiva un processo informativo, raccogliendo un complesso di informazioni. Attraverso un codice presente sui contenitori dell’olio è possibile conoscere, tramite l’invio di un sms, la zona di provenienza e le aziende produttrici. Ci stiamo inoltre occupando del Progetto integrato di filiera: si tratta di usufruire delle risorse stanziate dalla Regione Puglia in favore delle aziende agricole. Le quali, una volta ottenuti i finanziamenti, potranno ampliare le colture ed acquistare nuovi macchinari, utili alla meccanizzazione che riduce notevolmente i costi della mano d’opera”.

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