(di Marco D’Errico) SAN VITO DEI NORMANNI L’apertura di un terzo polo di centro, a seguito della candidatura di Giuseppe Iaia, della Lista Ferrarese, sostenuto dall’Udc, delinea nuovi possibili scenari nel panorama politico di San Vito. Cominciano a circolare nomi. Sia dal centrodestra che dal centrosinistra. Entrambi i poli, tuttavia, mantengono il più stretto riserbo. Anche se appare evidente che il clima di calma piatta sia profondamente mutato. I possibili candidati a primo cittadino, secondo le voci che circolano in città, sarebbero Giuseppe Masiello, attuale vice presidente del Consiglio comunale e Valerio Longo, per il centrosinistra. Silvana Errico, assessore ai Servizi sociali e Alberto Magli, assessore agli Affari generali, entrambi dell’Amministrazione uscente, per il centrodestra. Bocche cucite, almeno per ora, da tutte e due le parti. Il sindaco uscente Antonello Trizza, al termine del suo terzo mandato, avrebbe più

Emanuela Tedesco
volte smentito una sua ricandidatura, peraltro possibile poiché i precedenti mandati non sono stati consecutivi. In attesa dell’ufficializzazione dei nomi, e di possibili alleanze che potrebbero, ancora una volta, ridisegnare l’assetto politico in vista delle amministrative, in città si discute, non solo di nomi, ma soprattutto dei reali problemi della città. Cosima Caramia ritiene che i servizi cittadini siano piuttosto scarsi. “La biblioteca comunale non è affatto aggiornata, mancano iniziative culturali per i giovani, e corsi di formazione per disoccupati, sono pressoché assenti spazi attrezzati per bambini”. Leonardo Siena è convinto che sia necessario un profondo rinnovamento che punti al rilancio del paese. “Abbiamo – dice – una classe politica che si occupa di tutto, all’infuori che dei problemi dei cittadini. Bisognerebbe sviluppare l’idea di cooperare nella gestione dell’agricoltura: la principale risorsa di cui disponiamo. Se guardiamo a realtà come l’Emilia Romagna, ci rendiamo conto di quanta lungimiranza abbiano

Gianluca Scatigna
dimostrato gli agricoltori che, già molti decenni addietro, si sono riuniti in cooperative”. Emanuela Tedesco pensa ad una riconferma del sindaco in carica. “E’ sempre stato coerente con la sua linea politica, ed ha sempre agito nell’interesse della città”. Vito Colucci si aspetta una nuova Amministrazione più vicina ai reali problemi giovanili. “Sarebbero necessari aiuti ed incentivi all’agricoltura, e bisognerebbe risolvere il problema della viabilità. La promozione della cultura, che rappresenta uno strategico valore, utile per la crescita personale e della comunità, dovrebbe realizzarsi attraverso specifiche politiche”. Gianluca Scatigna sottolinea l’urgenza di valorizzare il centro storico e di fondare un’identità che caratterizzi la città normanna, come è avvenuto per altri Comuni, i quali hanno puntato sulle loro specifiche connotazioni, diventando importanti poli di attrazione. “Pensiamo a realtà come San Michele, città dell’auto, Ostuni, che ha investito sul turismo, o Carovigno, nota per l’enogastronomia, solo per citarne alcune”.

Silvana Errico
[Rosanna Roma mette in evidenza la mancanza di una piscina comunale, e l’assenza di spazi per le attività ricreative dei ragazzi. Giusi Errico è rimasta disoccupata dopo la chiusura di un’azienda della zona Pip. “A trentanove anni è difficile ricominciare tutto daccapo: ho lavorato per otto anni in una delle poche imprese della città, e al momento della chiusura è mancata da più parti la volontà di salvare molti posti di lavoro, nonostante gli sforzi dei sindacati. Penso che si debba partire da un radicale rinnovamento della politica: sono indispensabili persone nuove, non importa quale sia il loro colore politico”.