S. Vito: contrada Santierne stracolma di rifiuti
(di Marco D’Errico) C’è una moltitudine di rifiuti in contrada “Santierne”. Così viene chiamata un’ampia zona di campagna, situata tra San Vito e Latiano. Una strada sterrata ne delimita i confini. Lo scempio del territorio è ben visibile, da ambo le parti. Residui di amianto bruciati, ogni sorta di scarto edilizio, pneumatici, batterie esauste. Ancora più inquietante è la presenza di una fotoceramica di una lapide mortuaria. Come c’è finita in mezzo ai rifiuti? E soprattutto, cosa poteva nascondere il cumulo di rifiuti carbonizzati intorno? Sono interrogativi ai quali non ci è dato di saper rispondere.
Quello che penserebbero i parenti della defunta, riconoscendo la sua foto gettata impietosamente tra la spazzatura, lo si può immaginare. Non è facile percorrere le stradine di questa propaggine palesemente avvelenata. Le fibre di amianto bruciato sono dappertutto: il vento le ha sparse in mezzo ai campi, intorno agli ulivi. I manufatti in eternit, residui di tettoie e tubazioni, si trovano disseminati ovunque. Bisogna prestare attenzione. “Vengono qua di notte a scaricare camion pieni di rifiuti che poi danno alle fiamme – dice un cercatore di funghi che, per ovvi motivi, vuole restare anonimo – bruciano anche delle auto e poi portano via le carcasse.
Frequento questo posto da molti anni e ne ho viste di tutti i colori: in alcune zone non cresce più l’erba, a causa degli incendi continui. Appiccano il fuoco a qualsiasi tipo di scarto: materie plastiche, gomme, a quello che capita. Ci sono anche rifiuti ospedalieri: una bombola di gas di natura imprecisata è ben visibile. Se capitasse in mezzo a un incendio potrebbe forse esplodere. Inoltre, nelle vicinanze si trova una centrale di smistamento di gas metano: non voglio immaginare cosa potrebbe succedere”.
C’é da domandarsi perché alcune persone vengano a raccogliere i funghi in una zona così vistosamente inquinata. Pare, secondo quanto riferisce l’uomo, che questi funghi siano esenti da qualsiasi contaminazione, in quanto crescono velocemente da un giorno all’altro e solo in zone non contaminate. A poca distanza si scorge una vecchia masseria in stato di abbandono, intorno ancora mucchi di spazzatura. Gran parte di ciò che non si potrebbe mai immaginare, qui c’è.
Eppure si parla da decenni delle conseguenze dell’inquinamento; a partire dalla scuola primaria si sono promosse campagne di sensibilizzazione, educazione al rispetto della natura, alla raccolta differenziata. Molte associazioni di ambientalisti sono in prima linea nella tutela dell’ambiente. Allora perché alcune delle più suggestive zone del nostro territorio subiscono ancora questa devastazione?
Si era parlato pochi giorni fa, in queste pagine, della discarica in contrada Formica, posta sotto sequestro e in fase di bonifica, ma che ciononostante continua ancora a emanare vapori maleodoranti. Leggendo le varie ricerche dell’Oms, si rimane colpiti dai danni provocati all’ecosistema dalle discariche abusive e non solo. I dati relativi all’aumento delle malattie, nelle zone contaminate, sono allarmanti.







