Home » Dal palazzo comunale, TopRiqualificazione urbana: non ammesso il progetto del comune di Mesagne

Il Comune di Mesagne
Una tegola è caduta sul comune di Mesagne. E, come spesso accade, ha colpito i cittadini meno abbienti, i più bisognosi. La Regione Puglia ha dichiarato non ammissibile il progetto di riqualificazione urbana a canone sostenibile preposto dal comune di Mesagne perché la richiesta di finanziamento presentata superava la quota ammissibile a finanziamento. La commissione istituita dal servizio regionale delle “Politiche Abitative” ha rilevato che la documentazione prodotta dal comune di Mesagne per l’intervento richiesto era pari a poco più di 6 milioni 220 euro, di cui 5 milioni 318 mila da attingere al cofinanziamento della Regione. I limiti previsti dal bando regionale erano invece di massimo 5 milioni di euro. L’errata richiesta di finanziamento e il parametro sforato ha provocato questa grave defaiance per cui il comune di Mesagne non potrà venire incontro alla grave emergenza abitativa che si registra sul territorio. Ne sanno qualcosa anche le assistenti sociali del comune che ogni giorno si trovano di fronte a numerosi casi di intere famiglie che chiedono una casa dove andare ad abitare. E’ proprio dei giorni scorsi il caso di un cittadino che, dopo aver dormito per mesi su una panca dei giardini pubblici, aveva trovato una sistemazione occasionale in un capannone industriale dove il proprietario, per un gesto di solidarietà umana, gli aveva ricavato un posto letto. Ora, però, dovendo affittare la struttura, il “senzatetto” nei giorni scorsi si è rivolto ai Servizi Sociali del comune per avere una sistemazione.
Tornando al progetto del programma di riqualificazione urbana a canone sostenibile c’è da aggiungere che il documento non fu redatto dagli uffici tecnici del comune. La giunta Incalza incaricò due architetti esterni che, completato il lavoro, sono costati regolarmente retribuiti con risorse delle casse comunali che ammontano complessivamente a circa quarantamila euro. Come dire che oltre al danno la collettività mesagnese ha dovuto assorbire anche la beffa dei soldi pubblici gettati al vento. Il progetto fu presentato in pompa magna alla città nel corso di alcune sedute pubbliche. In provincia di Brindisi l’unico progetto non ammesso è stato quello di Mesagne perché quelli presentati dalla città capoluogo, da Carovigno, San Michele Salentino, San Vito dei Normanni e Torre Santa Susanna sono stati tutti ammessi.
Giuseppe Semeraro, assessore all’Urbanistica della giunta Incalza, è profondamente dispiaciuto. “E’ una maledizione – dice -. Penso tuttavia che un progetto non può essere escluso per un banale errore di calcolo, una svista che la commissione regionale non poteva eliminare in prima istanza ma che mi auguro potrà essere sanato in un secondo momento. Purtroppo i tecnici che avevamo incaricato avevano interpretato diversamente quella clausola”.
cari concittadini,
la colpa è solo nostra!
Bisogna valutare attentamente le persone alle quali diamo il nostro voto.
Stiamo attenti alle prossime elezioni, lasciamo da parte amicizie, parentele e clientelismo.
Dove sono ora gli amici delle persone che non potranno avere un’abitazione decente?
Scomparsi.
Ciao viva Mesagne e i Mesagnesi che amano la città e la gente
caro assessore, questa non è maledizione…QUESTA E’ INCOMPETENZA !
oltretutto questa incapacità di fare certi “mestieri” viene altresì retribuita con i soldi pubblici….
chi sarebbero i due architetti?
Va bene commissionare il lavoro a consulenti esterni (nel caso specifico i due architetti) ma il nostro ufficio non dovrebbe valutare e supervisionare i progetti commissionati? Mah…
Qualche vecchio assessore dice che e’ profondamente dispiaciuto, tanto i soldi mica li paga lui.
Come dice il buon Dario, questa volta state attenti, non sbagliate !
Certamente cambiando si ricavera’ qualcosa in piu’senza metterci neanche tanto impegno.
ciao
Mauro
Il progetto è stato escluso per un mero errore contabile e non di tipo progettuale o di cattiva interpretazione del bando. Sicuramente si sarebbe dovuti essere più “presenti” presso gli uffici regionali per monitorare la disamina dei progetti. Il compenso dei tecnici corrisponde a meno della metà di quanto dichiarato nell’articolo, atti alla mano, ed è un mero rimborso delle spese vive sostenute dagli stessi, poiché l’entità della prestazione progettuale redatta ha un costo di gran lunga superiore a quanto riconosciuto. Mi auguro che l’Amministrazione si attivi al più presto per un ricorso formale, perché il progetto presentato è senz’altro conforme e coerente con il bando. Architetto Gabriella Verardi
Sig XXXX82 è proprio come dice Lei. Il responsabile dell’ufficio preposto, essendo un dirigente, ha l’obbligo di esaminare il bando, studiarlo nei minimi termini,consigliarsi con altri addetti ai lavori anche di altre amministrazioni e quindi redarre gli atti amministrativi collegati al progetto. Infine, essendo anche lui un tecnico responsabile, si confronta con i tecnici progettisti dicendo la sua. E’ ormai noto, con bocciature anche di progetti di altri Comuni, che la Regione emana bandi anche impossibili con clausole ambigue, scritte male anche nella forma. E’ successo in altre occasioni. Comunque il progetto non verrà ripescato. Conservatelo per la prossima volta.
adesso vogliamo far credere che “siccome c’era la destra al potere” tutto va è andato a rotoli ?
Comunque è anche vero che i progetti vengono “aggiustati” per gli architetti e per le amministrazioni amiche, con lo stesso colore politico.
anzi, A VOLTE NON VENGONO LETTI NEMMENO !
I mesagnesi oltre al danno (causato sicuramente dall’errore tecnico di chi era al potere) si meritano anche la beffa (di chi era all’ooposizione) ?
ma sugli scrutatori vi siete messi daccordo, o no!
Per Vostra infomazione, il tecnico che ha supervisionato il progetto, un ingegnere, era solo un consulente, ed è andato a casa con la vecchia giunta ( e con lo stipendio). E le gatte da pelare, come al solito, sono per chi rimane.
Vi ricordate le decine di finanziamenti che Mesagne riceveva ed il boom che ebbe la nostra città con le giunte Faggiano e Franco (e diciamo pure Sconosciuto, ma solo per par condicio)?
Ma se i tecnici comunali erano gli stessi di oggi, quelli assunti, intendo dire, quindi 1+1 fa due, allora vuol dire che la giunta Incalza era proprio composta da incompetenti!
INDOVINATE UN PO’ PER CHI VOTERO’?
Credo che chi parla di “mero errore contabile” ometta di dire che l’aspetto contabile è parte integrante del progetto che, pur valido da un punto di vista progettuale, è stato escluso. E poi chi doveva essere “più presente” negli uffici regionali?
A questo punto credo sia giusto ricordare quello che poco più di un anno fa scriveva la stampa locale (fonte il gazzettino di brindisi, articolo del 2 marzo 2009)
“La città di Mesagne si riqualifica. Lo fa iniziando dal rione Zecchino dove saranno costruiti 24 alloggi a canone sostenibile. Il progetto è stato presentato sere addietro alla città da parte dell’assessore all’Urbanistica, Giuseppe Semeraro, davanti a numeroso pubblico composto sia da cittadini che da tecnici. Progettisti della riqualificazione sono gli architetti Cosimo Balestra e Gabriella Verardi, entrambi di Mesagne. Il loro progetto sarà inviato alla regione Puglia e parteciperà alla selezione pubblica. L’area su cui sorgeranno le abitazioni è quella dell’ex mattatoio comunale, in via Damiano Chiesa, oggi utilizzato come deposito dei mezzi di proprietà del Comune. Due le tipologie di abitazioni. Le prime sono di 50 metri quadrati, per nucleo familiare composto da due persone, mentre le seconde sono di 110 metri quadrati, per nuclei familiari sino a sei persone. Il costo complessivo dell’opera di riqualificazione si aggira attorno ai 5 milioni di euro, con il 14 per cento di coofinanziamento da parte del Comune. In tutta la regione sono previsti sei interventi, due nella provincia, Brindisi città e Mesagne.Soddisfatto dell’iniziativa l’assessore Giuseppe Semeraro il quale ha così commentato l’iniziativa: “Il progetto di riqualificazione è un impegno molto importante per l’amministrazione comunale perché, oltre a riqualificare finalmente un quartiere molto popoloso e importante per la città, destina nuovi alloggi alla residenza a canone sostenibile. Saranno ristrutturare le tre scuole del quartiere, con particolare riferimento alla scuola materna don Milani e Zecchino che necessitano di urgenti lavori, i due impianti sportivi ricadenti nel quartiere, il palazzetto dello sport e il pattinodromo, saranno costruiti i parcheggi per eliminare quello esistente dinanzi all’istituto tecnico commerciale che d’inverno è una vera e propria laguna. Inoltre è prevista una zona a verde pubblico e alcune opere di urbanizzazione. Con questo progetto abbiamo buone possibilità di essere ammessi al finanziamento”.Lunedì 2 marzo il progetto è stato inserito al quarto punto dell’ordine del giorno del Consiglio comunale che discuterà di “Programma di riqualificazione urbana per alloggi a canone sostenibile”. Una volta approvato dal Consiglio la progettazione sarà inviata alla Regione Puglia che lo valuterà”.
…a proposito di soldi spesi…che fine ha fatto il progetto della villa???
te lo dico io Enrico dove ” è finito il progetto della villa” nel wc della villa!!!!!!
Esulo dal caso speficico e generalizzo:
“Ogni popolo ha il governo che si merita”.
E questo vale non solo a livello locale.
La politica è ormai (e purtroppo) un mercato.
Smettiamo di chiedere raccomandazioni, e favori, costruiamo tutto con le nostre mani, scegliamo la strada più lunga anzichè quella più corta, se ciò significa giungere a compromessi, e certi personaggi, con il tempo, prima diminuiranno e poi spariranno completamente!
E attenzione: NON C’ENTRA NULLA DESTRA o SINISTRA; ATTUALE GIUNTA O GIUNTA PASSATA
Quanto al caso specifico:
“Mero Errore Contabile”, preoccupante tale affermazione. L’aspetto contabile è parte integrante del progetto. “Più presenti” !?!?!? Ma cosa significa?
Trattasi di un bando, e non, di un compito di algebra di terza media (con tutto il rispetto)!