Rabbia e dolore pe l’addio al “gigante buono”
Un saluto commosso. Segnato dalle lacrime e dalla tristezza. Ma anche dall’affetto sincero di tutti coloro che hanno voluto salutare per l’ultima volta Antonio Carriero. Ai funerali del giovane, ragazzo di 24 anni morto nell’incidente motociclistico di lunedì sera lungo una bretella chiusa al traffico che collega la statale 7 con la Mesagne-Tuturano, nessuno ha voluto mancare.
Dagli amici del paese, ai colleghi di lavoro. Tutti accomunati dal dolore per una perdita improvvisa ancora difficile da accettare. “Sappiamo che la morte è parte della nostra vita – ha sottolineato don Pietro Depunzio nel corso dell’omelia – ma quando a perdere la vita è un ragazzo così giovane, come Antonio, quello che proviamo è sgomento. Ma non dobbiamo pensare che sia tutto qui”. Poi con riferimento alla tragedia che ha stroncato il giovane ha aggiunto: “Antonio ha smesso di vivere in un incidente con la sua moto che amava tanto, ma noi dobbiamo avere la forza di superare questo momento difficile e andare oltre. Antonio era sempre sorridente e disponibile con tutti – ha proseguito don Pietro -. Chi è così è perché ha qualcosa di importante nel suo cuore ed ora ha trovato la pace nel Signore”.
Parole che una folla silenziosa ha ascoltato con commozione, fino ai saluti degli amici più cari. “Antonio era una persona buona, stupenda – hanno ricordato – che con la sua forza e la sua bontà ci ha sempre aiutati. Siamo sicuri che adesso continuerai ad aiutarci da lassù”.
La chiesa di Mater Domini era stracolma. Molti sono rimasti sul sagrato. Dopo la cerimonia religiosa, il feretro ha raggiunto il cimitero dove la salma è stata tumulata in una tomba di famiglia. In quel momento al cimitero c’era il corteo di commemorazione dei Caduti di tutte le guerre che si celebra ogni anno il 4 novembre per cui la salma di Antonio è stata fatta entrare da un ingresso secondario.
Tutti hanno pianto il carissimo amico. Il “gigante buono”. Angosciati la mamma, Antonietta Perez, infermiera in pensione che è stata consolata i colleghi del reparto di rianimazione del Perrino di Brindisi dove sino a poco tempo fa lavorava prima di andare in pensione; il fratello Massimo, infermiere del reparto di neurologia dell’ospedale Perrino; la fidanzata Alessia, il nonno.









Sarà impossibile dimenticarci di Antonio.
Umile ed onesto. Non lo abbiamo mai visto arrabbiato!
Il primo ad arrivare in classe e a darti il buongiorno con il suo simpatico sorriso. Lo stesso della foto sulla sua bara.
In questi tristi giorni sono tanti i ricordi che affiorano alla nostra memoria. Ricordi di 5 anni di liceo!
Ciao Antonio!
I tuoi compagni di scuola!
Addio caro ragazzo ti ho lasciato che mi raccontavi le tue aspirazioni e mi raccontavi quello che più amavi da sempre: le moto.
Mi dispiace tanto per la tua famiglia e la tua ragazza.
Ciao Antonio!
Marcello e Betty da Modena