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Pubblica Amministrazione, scuola e famiglia per aiutare i giovani. Intervista col comandante della Polizia Municipale, Tito Ragusa

Scritto da Giuseppe Messe il 27 agosto 2009 – 05:57Commenta

Tito ragusaCon Tito Ragusa, comandante della Polizia Municipale, analizziamo questo difficile momento che sta vivendo la comunità mesagnese sconvolta dai molti, troppi incidenti stradali che hanno causato dolore e lutti nelle famiglie. Il comandante Ragusa nella sua lunga carriera, ne ha viste tante. Fu assunto, vincitore di concorso, al comune di S. Pietro Vernotico il 1 aprile 1964. Un pesce d’aprile che dura da ben 45 anni. “E’ ora di aprire la freccia a destra e parcheggiare”, aggiunge. “C’è un riscontrato aumento di consumo di alcool e di sostanze stupefacenti – dice soppesando le parole  -. Non sempre le forze di polizia, per carenza di attrezzature, sono in condizione di accertare lo stato di alterazione dei conducenti”. Un problema del quale se ne sta parlando all’interno dell’Amministrazione per cui si pensa di acquistare, un etilometro, assieme ad Amministrazioni limitrofe considerato il costo dell’attrezzatura. “C’è una tendenza tra i giovani alla trasgressione”. Il comandante Ragusa ha letto con attenzione l’intervista su SenzaColonne dello psicoterapeuta dott. Marco Totano. “Metteremo insieme un “programma di qualità” che preveda il coinvolgimento della Pubblica Amministrazione, della scuola e della famiglia, i tre cardini della società”. Poi ci sono le intemperanze giovanili tipiche dell’età. “Indubbiamente non sono problemi di facile soluzione che dobbiamo cercare di comprendere”. Erode, massimo esperto di problemi giovanili, non li risolse. Ma quello non era un sistema. Il problema – invece – va compreso e si devono cercare tutte le possibili condizioni per coinvolgere i giovani e riconquistare la loro fiducia. “Non sarà facile ma, nel frattempo, c’è una sola metodologia: tolleranza zero, come diceva il famoso sindaco di New York, Rudolf Giuliani. Con questo non voglio dire che le forze di polizia devono scatenare una guerra totale, ma ritengo che bisogna guardare con attenzione anche alle piccole violazioni che oggi vengono sistematicamente ignorate. E’ indispensabile riappropriarsi della cultura della legalità che ha tanto più valore quanto meno presenti sono le forze di polizia sul territorio. Si tratta di un investimento a lungo termine però, certamente, qualcosa bisogna fare”.

La polizia municipale, su precisa richiesta dell’Amministrazione comunale, ha incrementato i servizi. Una esperienza che si è rivelata molto positiva. “Dai riscontri che abbiamo dai cittadini è stata ben accettata”.

Poi spiega: “La prima causa di morte tra gli zero e i quarant’anni sono gli incidenti stradali. Sulla strada non muoiono gli anziani ma i giovani. Ed è un cattivo investimento”.

La porta dell’ufficio del comandante Ragusa è sempre aperta, pronto a ricevere giovani e genitori, quanti vogliono confrontarsi, avere un aiuto, un consiglio, un suggerimento in questa difficile battaglia. Tito Ragusa è genitore e, se esistesse un manuale del perfetto genitore, non esiterebbe un solo istante per acquistarlo e suggerirlo. “Il mestiere del genitore, lo sappiamo tutti, è molto difficile. I figli sono diversi e per ognuno di loro è necessaria una sua metodologia a seconda del sesso, dei momenti e dell’età. La via, però, è sempre quella, del dialogo e del coinvolgimento. Ma anche i giovani devono essere disponibili a farsi coinvolgere: non possono avere un solo mondo”. Sul cimitero di Mesagne c’è scritto: noi fummo quello che voi oggi siete. Essere giovani, purtroppo, passa presto.

In città, nell’aria, si respira quasi un senso di impunità: tutti si sentono autorizzati a fare quello che vogliono; si parcheggia ovunque, i segnali stradali non sono rispettati, molti marciapiedi sono occupati da attività commerciali costringendo il pedone a camminare pericolosamente sulla strada rischiando di essere travolti dalle auto. ”Si, è così – conclude Tito Ragusa -. Il giornale dell’Aci ha scritto che sulle strade viene accertato appena lo 0,9 % della infrazioni che sono commesse. Sulle strade oggi c’è un senso di immunità ed impunità che si deve gradualmente correggere sia con provvedimenti di prevenzione e, quando necessario, con la repressione. Questo ci darà dei risultati positivi, sia pure in tempi più o meno lunghi. Il sindaco nei prossimi giorni uscirà con un manifesto con cui si avvertono i cittadini che le nuove norme sulla sicurezza impongono maggiori doveri. Questo è prevenire, informare e tentare di coinvolgere. Poi non ci resterà che intervenire. Bisogna dare alla città un rigore serio, deciso ma anche umano”.

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