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Pidocchi nella scuola elementare Carducci

Scritto da Giuseppe Messe il 20 novembre 2009 – 04:583 Commenti
La scuola elementare Carducci

La scuola elementare Carducci

Una infezione di pediculosi è stata riscontrata in due classi del primo circolo didattico “Giosuè Carducci”. La pediculosi è una patologia infettiva causata dai pidocchi. L’allarme è stato lanciato da alcune famiglie che hanno informato il dirigente scolastico Romano Tarantino. L’altro ieri si è tenuto un incontro al quale hanno partecipato le famiglie interessate. Alla riunione era presente il medico scolastico dott. Giovanni Carrozzo. Nel corso dell’incontro i genitori hanno lamentato il notevole ritardo con cui la scuola ha affrontato il problema. “Da tempo avevamo lamentato la presenza di pidocchi nelle classi dei nostri figli – dicono alcuni genitori che preferiscono mantenere l’anonimato -. Purtroppo, però, non siamo stati ascoltati col risultato che sono rimasti contagiati non solo i nostri figli ma anche le nostre famiglie. Senza quel colpevole ritardo, probabilmente, il fenomeno sarebbe stato limitato”.

Sembra che la lentezza nell’intervenire sia stata dovuta al non voler creare inutili allarmismi ma anche per non danneggiare il buon nome della scuola. La notizia, rimasta nascosta, ha provocato le lamentale non solo tra i genitori ma anche nel corpo docente della scuola. “Si fosse intervenuti prima i nostri figli non sarebbero rimasti contagiati”, sostengono alcuni genitori. Il primo sintomo della pediculosi è un fastidioso e intenso prurito e, di solito, dopo il primo sospetto, dovrebbe iniziare l’ispezione. Alla scuola Carducci, però, non è stato così.

La notizia è diventata di dominio pubblico quando il Dirigente scolastico ha inviato alle famiglie una comunicazione invitandole ad eseguire una accurata pulizia sui loro figli. E’ stata sufficiente un breve indagine perché i dubbi diventassero verità.

Nell’incontro tenuto con i genitori il medico scolastico ha illustrato cosa bisogna fare per evitare l’espandersi del fenomeno. “La pediculosi – ha detto il dott. Giovanni Carrozzo, da noi interpellato – non nuoce assolutamente alla salute dei bambini per cui è inutile creare inutili allarmismi. Ho spiegato alle mamme presenti all’incontro cosa bisogna fare perché la pediculosi non si propaghi. Ad alcuni genitori hanno chiesto di chiudere la scuola e di disinfestare la struttura, ho spiegato che è inutile perché non serve disinfestare muri e pavimenti ma sono sufficienti alcuni semplici accorgimenti e i bambini possono tranquillamente frequentare le lezioni”.

Romano Tarantino, dirigente scolastico della scuola Carducci

Romano Tarantino, dirigente scolastico della scuola Carducci

“È necessario dedicarsi all’osservazione minuziosa del capo con l’aiuto di un pettine prestando particolare attenzione alle zone vicine alle orecchie e alla nuca dove è più facile rilevare la presenza delle uova. Cosa che si può fare benissimo in famiglia”.

I pidocchi possono sopravvivere fuori dal corpo umano solo pochi giorni; le larve invece resistono a temperatura ambiente sino a 10 giorni. E’ un parassita che ogni anno torna nelle scuole e puntualmente scatena il panico tra insegnanti e genitori. Eppure il problema è risolvibile. Basta avere il coraggio di dichiararlo, prima che generi una vera e propria epidemia. E fare le mosse giuste per la cura, come per la prevenzione.

Come ci si libera dei pidocchi. Spiega il dott. Giovanni Carrozzo: “Si procede innanzitutto all’esplorazione separando i capelli ciocca per ciocca e osservando bene la zona della nuca e dietro le orecchie. In questo modo si possono vedere sia i pidocchi, che però rifuggono la luce e tendono a mimetizzarsi con i capelli, sia le lendini, distinguibili dalla forfora, per il colore giallastro e per la consistenza. Il vero problema non è eliminare il pidocchio, quanto uccidere e staccare le uova, il cui involucro svolge un’ottima funzione protettiva. Si passa poi al trattamento con i numerosi antiparassitari che sono in commercio che non presentano alcun effetto collaterale. Il trattamento è bene ripeterlo dopo 10 giorni su tutti i membri della famiglia. Nel frattempo bisogna continuare il processo di osservazione e rimozione delle lendini rimaste. La guarigione si ha quando dopo 15 giorni dal primo trattamento, non si vedono più pidocchi, né uova”.

3 Commenti »

  • cuoredolcissimo scrive:

    La notizia non sorprende eccessivamente visto che anche a livello nazionale non sono mai mancati episodi analoghi.

  • ernesto scrive:

    ma qualcuno sa se esistono dei protocolli da adottare da parte del Dirigente Scolastico? e se esistono direttive della ASL. Chi sa qualcosa può inviare le informazioni a ciccarese.ernesto@libero.it

  • retor scrive:

    quanti allarmismi da parte di questi giovani genitori………
    i pidocchi sono sempre esistiti ed esisteranno ancora…. imparate ad affrontare il problema, invece di polemizzare continuamente!
    Retor

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