Piantano carciofi per sradicare l’illegalità
Hanno messo a dimora su un terreno confiscato alla mafia le piante di carciofo biologico per sradicare la criminalità. Il progetto, denominato “Libernatura”, è nato dalla collaborazione tra l’associazione Libera di don Luigi Ciotti e il comune di Mesagne ed ha interessato tutte le quarte classi del secondo circolo didattico. L’associazione Libera è sempre attenta a creare nuovi percorsi di legalità all’interno della società mesagnese “per far nascere il seme della legalità nelle giovani generazioni”. Obiettivo primario non è solo quello di creare un percorso di legalità ma anche di educare le nuove generazioni ad un discorso di tutela ambientale.
Perché il carciofo? “In Sicilia le foglie del carciofo sono chiamate cosche – ha detto Chiara Capodieci di “Libera Terra” -. L’averlo piantato insieme a questi bambini che hanno condiviso questo momento, è per contrastare la criminalità organizzata. La pianta del carciofo è protetta dalle foglie e dalle spine: un modello molto spesso accettato purtroppo da questa società. L’Italia sta diventando un campo di carciofi troppo grande”.
L’associazione Libera è impegnata assieme alle scuole mesagnesi per sconfiggere questa mentalità. Mesagne: un territorio dove ultimamente è stato registrato una recrudescenza della microcriminalità e dove l’associazionismo può tornare ad avere un importante ruolo di “risveglio” della coscienza civile. I bambini devono essere educati alla legalità e all’informazione corretta. Una persona informata è capace di contrastare ogni fenomeno delinquenziale. Chi non è informato non riesce a riconoscere e a distinguere il bene dal male. Convegni e progetti per sollecitare la società civile mesagnese che ultimamente si è quasi assopita dinanzi a questo fenomeno.
“La crescita di atti delinquenziali rappresentano un fenomeno correlato a quanto accade in tutto il Paese – continua Chiara Capodieci -. Bisogna intensificare la nostra azione e crederci. La speranza di seminare la legalità e buoni principi per quelli che saranno i cittadini del domani. Bisogna riprendere e rafforzare il cammino dell’impegno sociale; diversamente ci sarà il rischio che tutto resti nella sala dei convegni e nelle carte dei progetti. Tutti insieme dobbiamo essere d’accordo che la mafia può e deve essere sconfitta facendo, ognuno nel proprio ambito, piccoli gesti. Facciamo tutti un esame di coscienza, vediamo cosa si è fatto, dove ci siamo fermati e cosa si può fare ancora. La mafia non è sconfitta; la mafia è dappertutto, ha cambiato i suoi interessi, ha cambiato i suoi affari. Ma c’è e ne abbiamo le prove. Bisogna continuare ad essere sempre più convinti che la strada maestra è questa”.
Le piccole Vanessa ed Alessandra, assieme alla loro insegnante Stefanina Rolli, hanno appena terminato di chiudere nella terra le piante di carciofi “Quest’anno – dice la maestra – stiamo facendo una esperienza nuova che i bambini hanno accolto con entusiasmo ed interesse. Oggi siamo venuti in contrada Canali per operare; i bambini hanno tolto dalla pianta madre un pezzo della radice di carciofo che poi hanno piantato. Vedremo l’evoluzione della pianta, torneremo in campagna e seguiremo l’intero percorso con incontri a scuola”. All’iniziativa hanno collaborato le maestre Maria Vincenza Marino, Teresa Devicienti e Mina Polese, Teresa Donateo, Maria Antonietta Aresta, Rosalba Rini, Mirella Paladini, Lucia Conversano ed due mamme, Angelica Rosato, Francesca Mastromauro.







