Mesagne ha perso la seconda scuola media
Dovrebbe essere la scuola media “Maya Materdona” l’unica a restare dovendo inglobare la scuola “Aldo Moro” che dovrebbe diventare, evidentemente, una mera succursale, con tutto ciò che ne conseguirà in termini di perdita di autonomia, e quindi di capacità di promuovere iniziative, di operare coinvolgendo i cittadini, creando occasioni di crescita e partecipazione, con una notevole ricaduta sociale negativa sulla nostra vita e sulla vita dell’intera Mesagne. Verranno quasi certamente perse tutte quelle capacità progettuali che la scuola ha sviluppato in autonomia, pensiamo alle tante attività e progetti che abbiamo avuto modo di apprezzare in questi anni.
“E’ l’ennesimo atto di un ritorno al passato in cui Mesagne pare quasi essersi inesorabilmente incamminata – dice Antonio Capodieci, dirigente del Pd -. Sembra di tornare ai tempi in cui io ero ragazzo e la scuola “Aldo Moro” era situata negli scantinati di via Sandonaci. Tanta fatica per costruire strutture scolastiche moderne e dinamiche, dotate degli strumenti che permettano ai nostri figli di affrontare nella maniera più sicura e formativa il proprio percorso di studi, e poi arriva qualche amministratore che, senza neanche chiedersi quali saranno le conseguenze, li trasforma da centri di decisione e politiche educative, in filiali senza alcuna importanza”.
“Faccio fatica ad immaginare cosa direbbe il compianto preside Fernando Pasimeni che tanto della sua vita ha dedicato alla scuola e a Mesagne tutta, al solo pensiero che tale realtà vada in sostanza distrutta”, aggiunge Franco Scoditti.
La giunta dell’ex sindaco Enzo Incalza avrebbe suggerito l’accorpamento all’Ufficio Scolastico Regionale in conseguenza del fatto che entrambe le scuole hanno un numero di alunni leggermente inferiore alle 500 unità, parametro minimo previsto dal piano di riordino regionale per mantenere l’autonomia. La Materdona ha 364 alunni, mentre la Moro ne ha 408.
“In altre città le amministrazioni comunali hanno chiesto di derogare a tali accorpamenti, chiedendo, ed ottenendo, il mantenimento della autonomia dei plessi scolastici”, spiega Franco Scoditti. “E invece che fanno i nostri Amministratori? Ancora una volta si assiste con sconcerto alla preparazione da parte dei nostri amministratori di un minestrone fatto di sciatteria amministrativa, incapacità di agire in vista del bene dei propri concittadini, ancora una volta così approssimativamente amministrati”, sostiene duro Antonio Capodieci. “Non è per puro spirito di parte o di polemica, ma ci si chiede perché nell’elenco delle realizzazioni della ex giunta non ci abbiano messo anche quello dell’accorpamento delle scuole oltre che quello delle mense scolastiche”. E conclude: ”Credo che sia necessaria una mobilitazione che cerchi in qualche modo, se ancora sarà possibile, di porre rimedio a tale dissennata scelta”.










Mi rendo conto di peccare di presunzione cercando di fare un commento ad una notizia che si commenta da sola. Ma tant’è!
Nel nostro paese c’è sempre stata scarsa attenzione e ridotto interesse verso i problemi della cultura, della ricerca, della formazione professionale, della scuola in genere. Evidentemente la scuola non è mai stata tra le priorità di chi ci ha governato.
Utilizzare parametri economicistici e subordinare ad essi scelte che mortificano l’autonomia di una scuola e con essa la possibilità di continuare a realizare iniziative, culturali e non,coinvolgenti l’intera comunità, è, a dir poco, irresponsabile!
Il senso civico, la crescita,la formazione, trovano nella scuola, specie nella scuola dell’obbligo, l’umus favorevole per il corretto sviluppo della personalità. Se è vero, come è vero, che la “ribellione” di altre comunità, con alla testa le proprie amministrazioni, ha comportato la deroga agli accorpamenti, si deve concludere che non di efficienza e risparmi di risorse trattasi ma di comodo e bieco clientelismo.
Qualcuno diceva che “la formazione costa, ma l’ignoranza costa ancora di più”.
E’ questo il risparmio?
…la solita polemica inutile!
Di fatto non cambierà nulla.
Vi sarà solo un’unica direzione ed un’unica segreteria.
Se esistono delle regole non si può immaginare di derogare sempre.
Forse si è capito che è ora di ottimizzare le risorse…
La capacità di promuovere iniziative, di operare coinvolgendo i cittadini, di creare occasioni di crescita e partecipazione, ecc. non mancheranno, visto che il corpo docente potrà comunque continuarne a proporre. Sicuramente la nuova presidenza non potrà che accogliere proposte costruttive e proporne di proprie, rendendone positivamente partecipi tutti gli alunni delle medie mesagnesi, creando le medesime occasioni di crescita.
Saluti.
Basta, le solite bugie della sinistra, e soprattutto del PD, le scuole resteranno due!
I docenti gli stessi, il personale idem e ovviamente tutto il resto!
Siete falsi come la neve a ferragosto!
Allora i sig. del PD spieghino che cosa è successo quando loro hanno accorpato le due scuole superiori!
Niente, sono rimaste lì, e allora????
L’unica differenza è che ci sarà una sola direzione scolastica, e comunque spieghiamo ai signori arroganti ed ignoranti del pd la giunta Incalza ha rispettato una legge della regione Puglia…..
Magari si potrebbe ancora rimediare dando la dirigenza della “scuola” alla preside dell’ ormai ex Aldo Moro che ha dimostrato quanto sia importante l’ istruzione in tutti campi.. e come ricorda l’ articolo, quanti riconoscimenti ha ricevuto mesagne grazie ai proggetti, ai libri, agli eventi organizzati dalla tanto elogiata “Aldo Moro”. Ricordiamoci delle visite della dott.sa Maria Falcone sorella del compianto giudice Giovanni.. Della recente visita di Agnese Moro figlia dello statista e magari ricordiamoci degli spettacoli teatrali della stimata corale… Tutte cose che con un unica scuola, con i “tagli” per i professori (che tanto contribuivano) e soprattutto senza la dirigenza della scuola Aldo Moro se così sarà.. NON SI POTRANNO PIU’ FARE E AVERE!!
“Si stava meglio quando si stava peggio”
ma quali progetti importanti, nella scuola A.Moro c’è solo esibizionismo di pochi.
Ci saranno due scuole, cioè due EDIFICI, ma la scuola sarà unica perchè unica la dirigenza, unico il Collegio Docenti che decide in materia di didattica e quindi di offerta formativa, unico il Consiglio d’Istituto e la Giunta Esecutiva che decidono come utilizzare i soldi a disposizione della scuola.
La riorganizzazione della rete scolastica e’ proposta dal Comune per scuole primarie e secondarie di primo grado, dalla Provincia per le scuole secondarie di secondo grado.
Attualmente ci sono 1888 studenti sui due circoli didattici e questi studenti passeranno via via nelle medie nei prossimi anni.
Facendo la media su un percorso triennale nei prossimi anni ci saranno circa 1133 studenti che andranno quindi a finire in una unica scuola media: non risulterà un po’ troppo sovradimensionata e poco gestibile?
Considerando che il numero minimo per l’autonomia e’ di 500 studenti, questi 1133 non sono più che sufficienti a mantenere l’autonomia delle due scuole?
La pluralità di offerma formativa rappresenta una ricchezza culturale. L’accorpamento invece sarà un impoverimento culturale per la nostra Città.
L’Amministrazione Comunale avendo a cuore il bene della nostra Città avrebbe fatto bene a chiedere una deroga.
Certo che bisogna rispettare la Legge, ma la legge stessa permette di poter chiedere una deroga visti i numeri attuali nella scuola primaria e i conseguenti sviluppi futuri.
Scusate la mia ignoranza, sono mesagnese ma anche troppo giovane per ricordare certe cose (sono del 1988)… perchè la scuola media marconi fu chiusa? mi sembrava che gli iscritti fossero tutt’altro che pochi, e che di attività all’interno se ne organizzassero tantissime…