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Mesagne: emergenza buche

Scritto da Giuseppe Messe il 21 febbraio 2010 – 08:236 Commenti

Emergenza buche. Al centro come in periferia. Il maltempo di questo lungo inverno (non ancora terminato), complice la cattiva o non tempestiva manutenzione delle strade, ha aggravato lo stato delle strade cittadine. I pedoni devono fare la massima attenzione nel camminare tra i crateri disseminati sulle strade. Casi di risarcimento ottenuto dagli automobilisti che si sono rivolti ai loro legali per ottenere dal comune rimborsi per danni alle loro auto. O alle loro gambe. E’ sufficiente monitorare, dopo le copiose piogge di queste settimane, alcune strade per riscontrare che insieme alle nuove buche, le vecchie sono riaperte. L’asfalto è in cattive condizioni. Il motivo? Poca attenzione da parte degli uffici comunali preposti quando le ditte appaltatrici dell’Acquedotto pugliese, Enel e compagnie telefoniche dovrebbero ripristinare lo stato dei luoghi dopo aver eseguito i lavori. In realtà questo non viene mai fatto a regola d’arte. Al comune nessuno se ne preoccupa e nessuno vigila; come dovrebbe. C’è poca attenzione per la sistemazione del sottofondo stradale e spesso viene utilizzato materiale di scarsa qualità. Poi la necessità di realizzare i lavori in tempi rapidi fanno il resto e spiegano, almeno in parte, i problemi in cui versa il manto delle strade cittadine.
Dicono i tecnici: “Utilizzano il conglomerato bituminoso, una miscela di inerti e leganti, con carbonato di calcio e bitume. Per il rifacimento di una strada si dovrebbe utilizzare materiale “a caldo”. Invece si usano i rattoppi “a freddo” che servono nell’immediato ma durano pochissimo”.
I problemi non dipenderebbero però solo dal materiale utilizzato, ma anche da una procedura non corretta. Spiegano: “L’asfalto si appoggia su uno strato sottostante che dovrebbe essere studiato. Spesso però questo non avviene anche per ragioni di tempo. Se il materiale che viene posto nella buca non è idoneo alle caratteristiche della base, iniziano i problemi. Se il conglomerato non è adeguato al terreno sottostante l’asfalto si indebolisce, subisce il peso dei veicoli, si creano delle fessure da cui entrano le infiltrazioni di acqua. Con il passare continuo dei veicoli sul manto si formano le cosiddette “ragnatele” e poi le buche”. Sarebbe questa la spiegazione più semplice per capire il perché della breve durata delle riparazioni delle buche dove viene usato il cosiddetto “asfalto a freddo” che serve solo nell’immediato per chiudere una buca, ma non ha possibilità di durata. Tale soluzione ha il vantaggio di poter essere eseguita anche durante i giorni piovosi. Inoltre la quantità di conglomerato bituminoso viene versato nella buca senza mescolarlo, né riscaldarlo. Il materiale a contatto con l’aria si compatta in poco tempo, ma ha una breve durata e finisce che la strada si sfalda.

6 Commenti »

  • Francesco Montanaro scrive:

    Per questo da tempo è nato sul socialnetwork facebook: Adotta anche tu una buca stradale a Mesagne”.
    Questo gurppo sorto affinchè sia preso in seria considerazione il problema delle buche a Mesagne ha dato delle risposte.Infatti grazie alla Dott.ssa Clara Minerva sono inizati da qualche tempo il ripristino delle “maledette buche”, comunque facciamo rimanere alta l’attenzione e diamo tutti una mano “adottando ” una buca al seguente indirizzo: http://www.facebook.com/#!/group.php?gid=91110173208&ref=ts
    Giova inoltre ricordare che tutti coloro che volessero segnalare una buica lo possono fare tramire il sito istituzionale del Comune di Mesagne al seguente indirizzo:
    http://guidaaiservizi.comune.mesagne.br.it/guidaservizi/index.cfm?stato=form_reclami
    Vigiliamo tutti sulla Nostra amata Città.

  • antonio scrive:

    una volta gli asfalti erano di qualità migliore.

  • Valerio Massafra scrive:

    Bellissima analisi, tecnicamente a posto. Perchè si continua ad usare materiale non idoneo? I sacchetti usati in questo inverno come negli altri, Bitume a freddo, oggi applicato domani già tutto ridotto in polvere, pericoloso anche nelle eventuali frenate fanno trascinare l’auto. Le ragnatele, che poi degenerano in buche, perch’ il Altra Italia e più all’estero vengono cicatrizzate con un liquido a caldo colato all’interno. Perchè alcune buche che continuano ad affossarsi quando si tenta di riempirle di materiale non se ne pone due centimetri in più, tanto poi andrà di nuovo giù? Una volta ho chiesto ad un riempitore esterno al Comune di tentare a farlo, mi rispose: Se elevo di un sol centimetro il piano d’asfalto non mi pagano.
    Chiudo:
    Lodare l’analisi precisa sopra descritta l’ho già fatto.
    Quando il Medico ci ordina le analasi, ci chiede di vederle per porre i dovuti rimedi clinici. Se così, è per le strade perchè dobbiamo continuare ad avere strade sempre più come le nostre. Perchè nel sempre citato “terzo mondo” quando s’impegnano cercano dio farlo al meglio.
    Vorrei citare strade mesagnesi distrutte dalle varie aziende. Se girate in macchina o a piedi, ci vorrebbe un vocabolario per elencarle. Lo prepariamo per i prossimi amministratori? e mo, come risolleviamo il livello stradale, e morale dei cittadini sempre alla rincorsa di un po’ di “MEGLIO”.

  • Enrico scrive:

    Qualcuno ha mai percorso la strada che porta a Francavilla Fontana dall’uscita “Francavilla Est”?
    …. Mesagne, in confronto, e’ un panno da biliardo.

  • Ninetto scrive:

    Nella foto hanno messo una strada combinata bene, in giro c’è veramente di peggio.
    Per risparmiare il comune appalta i lavori ad aziente che fanno lavori di manutenzione con la sputazza e la farina….ecco perche’ dopo la prima pioggia vengono fuori enormi voraggini…

  • Giuseppe scrive:

    Il problema nasce dal fatto che le ditte usano, per riempiere gli scavi, lo stesso materiale di risulta dello scavo stesso che, essendo inadatto, tende a comprimersi e a cedere nel tempo.
    Chissà se sulle specifiche d’appalto è scritto così?

    Ma il nostro comune ha un regolamento tipo questo http://www.comune.pistoia.it/statuto/regolamenti/scavi_strade_comunali.pdf oppure è tutto lasciato alla discrezionalità dei tecnici?

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