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Maria Teresa Dimaglie: una vita di sacrifici

Scritto da Giuseppe Messe il 10 ottobre 2009 – 07:254 Commenti

Maria_Teresa_Dimaglie(di Marco D’Errico) Maria Teresa Dimaglie (nella foto), mesagnese di 62 anni, si trova in precarie condizioni di salute. Le è stata riconosciuta l’invalidità del 70 per cento, ma è in uno stato di totale infermità causata da una grave cardiopatia, un ictus e l’osteoporosi in stato avanzato, tant’è che non riesce neppure a svolgere le mansioni domestiche ed è seguita costantemente dai figli, che l’aiutano anche nella cura dell’igiene personale. 

“Il medico durante l’ultima visita mi aveva detto di stare in riposo e non fare nessuno sforzo – racconta –, perché rischio di restare paralizzata”. Non ha la pensione, poiché la legge la prevede quando l’invalidità raggiunge il 74 per cento. La donna non ha mai richiesto sussidi al Comune né ha mai fatto domanda per usufruire di alloggi di edilizia popolare, pur trovandosi in condizioni indigenti.

“Mio marito Vito D’Oria ha sempre lavorato come bracciante agricolo a giornata, orfano di guerra ha perso anche la madre quando aveva pochi anni – continua Maria Teresa –, ci siamo sposati nel ’67, dopo qualche anno è nata mia figlia Carmela, non c’era lavoro e si faticava a tirare avanti, così siamo emigrati in Germania dove mio marito ha lavorato presso una fonderia. Abbiamo patito anche la fame nei primi tempi, c’erano le spese della casa in affitto e non avevamo l’aiuto di nessuno. Dopo la nascita del mio secondo figlio Antonio, siamo ritornati a Mesagne dove un amico ci aveva assicurato un posto di lavoro alla Montecatini di Brindisi. Dopo una lunga attesa, la promessa non è stata mantenuta, e mio marito ha continuato il lavoro in campagna. Abitavamo presso dei parenti quando il mio secondogenito si ammalò di poliomelite e fu ricoverato a Bari, nell’unico ospedale specializzato per curare questa patologia. Abbiamo dovuto prodigarci per lungo tempo ad aiutarlo a superare la malattia, che alla fine è riuscito a sconfiggere quasi del tutto”.

Una vita di sacrifici simile a quelle di molte altre famiglie, costrette all’emigrazione per cercare quel lavoro così difficile da trovare nel paese natio.“La nostra è una famiglia povera ma felice – aggiunge Maria Teresa –  siamo sempre andati d’accordo e ci siamo voluti bene. Non abbiamo mai chiesto l’aiuto di nessuno, i nostri figli si sono sposati e abbiamo dei bellissimi nipotini. L’unico cruccio è di non poter contribuire economicamente proprio adesso che mio marito nonostante l’anzianità, continua ancora il duro lavoro nei campi ed io non sono più autosufficiente. Spero che alla prossima visita medica mi vengano riconosciuti quei quattro punti in più, utili a poter percepire la pensione.  Sarebbe un peccato non riuscire a finire di pagare il mutuo per l’acquisto della nostra piccola casa, e vanificare i sacrifici di una vita intera”.

4 Commenti »

  • Irene scrive:

    Conosco la signora essendo stata sua vicina di casa per un pò di anni…persona dignitosissima e a modo. Non conoscevo le sue attuali condizioni di salute perchè l’ho persa di vista, mi dispiace con tutto il cuore per quello che leggo, spero davvero che le venga riconosciuto quello che le spetta perchè davvero merita di vivere in maniera dignitosa e rispettosa, sia lei che i sui figli che il marito. Un grosso abbraccio di cuore.

  • Angelo Mingolla scrive:

    Sono indignato, ma che Stato è mai questo. Uno Stato forte con i deboli e debole con i forti. Uno Stato che riconosce e da leggittimità a evasori fiscali, criminali e mafiosi con un una Legge condono sul rientro dei capitali premiando chi li ha esportati, invece di dare assistenza a chi ha necessità. Sono vicino alla Signora Di Maglie e Le auguro di risolvere i propri problemi ma spero che tutti noi ci rendiamo conto della strada che questo Governo sta percorrendo.

  • sergio scrive:

    fa rabbia leggere tale notizia,purtroppo l’italia ci ha abituato a queste ingiustizie,forse dovremmo essere più “napoletani”…ho detto tutto come diceva il grande De Filippo.

  • SALVATORE scrive:

    Bisogna cambiare ad ogni costo questo “STATO” delle cose che ad alcuni dà scudo ed armatura fiscale e ad altri solo grossi problemi.

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