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Latiano: ripresa la tradizione della Quaremma

Scritto da Giuseppe Messe il 11 marzo 2010 – 05:451 Commento

(di Marco D’Errico) LATIANO Gli abitanti del rione “Pigna” hanno riproposto un’antica tradizione, ormai quasi del tutto perduta: quella della Quaremma. Antonio Capodieci, promotore dell’iniziativa, spiega: “Nel nostro paese, molto tempo addietro, era diffusa l’usanza di appendere il fantoccio della Quaremma il mercoledì delle ceneri, ma ormai da molti anni questa tradizione si era perduta. Nel nostro quartiere però, grazie alla partecipazione e all’entusiasmo di molti residenti, siamo riusciti a ridare vita alla Quaremma da ben cinque anni”. Il fantoccio, costruito con stoffa, stracci e gomma piuma, ha le sembianze di una brutta vecchia vestita a lutto.
Nella tradizione popolare, la Quaremma rappresenta la moglie del Carnevale e compariva appesa per le strade alla fine delle festività carnevalesche. All’inizio della Quaresima, il periodo di astinenza e penitenza che precede la Pasqua, il fantoccio, vestito con gli abiti tipici delle nostre nonne, veniva appeso sui balconi e i comignoli. Aveva tra le mani il fuso e la canocchia, simboli del lavoro delle donne del passato e del trascorrere del tempo. La Quaremma, in alcuni casi, porta un’arancia nella quale sono conficcate sette penne di gallina: una per ogni settimana della Quaresima. Il fantoccio, il giorno di Pasqua,
viene appeso a un palo e bruciato. Le fiamme rappresentano la purificazione e il segno di nuova vita, realizzando così un rinnovato ciclo che in passato si ripeteva negli anni. Nel rione “Pigna” si rivive l’emozione di tanti anni fa: il fantoccio, vestito a lutto e appeso al centro della strada principale, è ben visibile ai passanti che l’osservano incuriositi. L’antico rito ha ripreso vita. I giovani, in particolare, chiedono agli anziani il significato del fantoccio: un’occasione di comunicazione tra le generazioni che rappresenta un modo per conoscere vecchie tradizioni e usanze, che sono patrimonio storico – culturale del territorio.
“Nel nostro quartiere – racconta Margherita Calavita – siamo molto uniti: partecipiamo a tutte le processioni e seguiamo il calendario liturgico, organizzando momenti di preghiera. Di conseguenza abbiamo ben accolto l’idea di questa antica usanza, inerente alla Quaresima”. “Per costruire il fantoccio – aggiungono Cotrina Muri e Giovanna Leucci – abbiamo faticato molto: volevamo realizzarlo come da tradizione e, attraverso la collaborazione di tutti, siamo riusciti a reperire tutti i materiali necessari. In una seconda fase abbiamo assemblato i vari componenti: a fine lavoro siamo rimasti soddisfatti. La nostra Quaremma quest’anno, come hanno detto in tanti, è proprio ben riuscita”.

1 Commento »

  • tania ruggiero scrive:

    complimenti…io appena la vidi mi spaventai,perche’ in realta’ sembra una persona vera….ma antonio e’ stato sempre anche da piccolo una persona creativa e amante delle tradizioni…

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