Genitori sul piede di guerra per la mensa scolastica
(di Marco D’Errico) Genitori sul piede di guerra alla scuola elementare Giovanni XXIII. La protesta riguarda la decisione di affidare la produzione dei pasti della mensa scolastica a ditte esterne, e cessare di utilizzare la mensa interna.
Un comitato di genitori ha organizzato una raccolta di firme inviata al sindaco Incalza. Nella richiesta che accompagna le firme, si chiede con determinazione di affidare anche per l’anno scolastico appena cominciato, la preparazione dei pasti alla mensa interna. Anna Maria Longo e Vincenza Pacciolla hanno i loro figli che frequentano la scuola del rione Mater Domini e sono state le promotrici dell’iniziativa, in pieno accordo con la gran parte degli altri genitori. “Abbiamo raccolto ben 150 firme – afferma Anna Maria Longo -, non siamo d’accordo che sia il comune a decidere in merito, ma noi cittadini e genitori. Il servizio della mensa interna lo conosciamo da anni e ci fidiamo, non ci sono mai stati problemi, il cibo era molto curato come l’igiene delle cucine. Se il comune non accetterà la nostra richiesta saremo costretti ad iscrivere i nostri figli presso altre scuole o farli pranzare a casa. Il dirigente scolastico non si è ancora pronunciato sulla data di inizio del servizio mensa legato al tempo pieno e prolungato. Intanto, molti altri genitori di bambini che frequentano il plesso di via Indipendenza, si stanno organizzando per dire anche loro un no ai pasti preconfezionati”. Il comune aveva già pubblicato durante l’estate un avviso di gara per individuare i soggetti che avrebbero fornito i pasti alle mense scolastiche delle scuole, e la notizia è giunta come un fulmine a ciel sereno ad anno scolastico già iniziato. Una decisione inaspettata per molti genitori della scuola del secondo circolo didattico, che intendono andare avanti in questa protesta, non essendo stati interpellati in modo da poter esprimere per tempo la loro opinione in merito. Il tempo pieno con il servizio mensa è una modalità organizzativa adottata da molte scuole a Mesagne come in tutta Italia. Non si tratta semplicemente di allungare fino al pomeriggio l’orario scolastico. Il tempo pieno vanta una tradizione pedagogica molto importante. Il pranzo a scuola rappresenta un’occasione preziosa per formare ed educare gli alunni alla condivisione degli spazi, al confronto, alle regole di convivenza. È proprio attraverso questo modello didattico che la scuola italiana ha dato i migliori risultati. Don Lorenzo Milani in uno dei suoi più noti libri scriveva riguardo a questo modello didattico, mettendo in risalto la sua utilità specialmente per i bambini più bisognosi di imparare, l’occasione di trascorrere anche il pomeriggio dietro i banchi di scuola rappresentava una valida alternativa alla strada. Erano gli anni sessanta c’erano problemi diversi, ma molte problematiche del tempo risultano ancora di grande attualità. Lo dimostrano le numerose richieste dei genitori, che ancora oggi credono in questa modalità didattica, che offre nel pomeriggio la partecipazione a laboratori di approfondimento delle materie di studio e molte attività di socializzazione e svago, svolte sempre nell’ambito dell’apprendimento e arricchimento culturale. Tuttavia per realizzare al meglio il tempo pieno o prolungato, bisogna armonizzare le varie fasi della giornata, e la pausa pranzo ne è parte integrante. Per questo i genitori della scuola Giovanni XXIII sono preoccupati che quest’anno le cose non vadano per il verso giusto. Continua Anna Maria Longo: “La mensa non è ancora partita e aspettiamo notizie sia dal dirigente scolastico che dal comune. È certo che le firme di 150 genitori sul totale di 180 rappresenteranno una volontà collettiva di cui non si può non tener conto”.







