Convegno: Sulla strada…precedenza alla vita
Per Antonio, Daniele, Maria Rita…. E l’elenco potrebbe, purtroppo, continuare. Sono tanti, infatti, i giovani che hanno perso la vita sulla strada. La scorsa estate è stata terribile e, anche per questo, l’Avis locale ha sentito quasi il bisogno di organizzare un importante convegno sulla sicurezza stradale, in collaborazione con l’istituto superiore “Epifanio Ferdinando”, l’Automobile club d’Italia, il 118, e con il patrocinio del comune di Mesagne e l’Amministrazione provinciale. “Sulla strada:…precedenza alla vita”, è il titolo dell’iniziativa che si terrà questa mattina, con inizio alle ore 10.00, presso l’auditorium del liceo scientifico, in via Eschilo. L’incontro sarà moderato dalla collega Roberta De Netto di Studio 100. Dopo i saluti di Francesco Capobianco, provveditore agli studi di Brindisi, Massimo Ferrarese, presidente della Provincia di Brindisi, Clara Minerva, commissario della città di Mesagne, prof. Antonio Micelli, dirigente scolastico dell’istituto superiore “E. Ferdinando”, Gerardo Trisolino, presidente dell’Avis provinciale e di Sergio Zezza, presidente dell’Avis di Mesagne, il convegno entrerà nel vivo per dibattere il grave problema visto da diverse angolature.
Interverranno: Mario Scoditti, direttore Uoc di patologia clinica distrettuale e di tossicologia Asl di Brindisi sul tema: “Codice della strada: rischi connessi all’uso delle sostanze proibite”; Mario Colelli, presidente Aci Brindisi “Guida sicura, progetto giovani”; Francesco Longo, dirigente medico del 118, “Il ruolo del 118 nella gestione del politrauma”; Tito Ragusa, già comandante della polizia municipale di Mesagne, “Sinistrosità stradale, fatti e comportante”; Giulio Fraticelli, presidente dell’associazione “Vittime della strada” di Brindisi, “Effetti dello incidente: il giorno dopo per la famiglia”; ten. Bartolomeo Fantasia, comandante della polizia municipale di Mesagne concluderà parlando sul tema: “Educazione stradale e ruolo della polizia municipale”.
Tante sono le vittime delle strade italiane; 300.000 sono i feriti, ed oltre 20.000 i disabili gravi prodotti da questa che sembra orami una vera e proprio guerra, sia pur non dichiarata.
Il parlamento Europeo ha chiesto all’Italia di ridurre del 40% in dieci anni questi terrificanti numeri. A ciò, purtroppo, i vari governi che si sono succeduti alla guida del nostro Paese, hanno risposto con un sempre meno incisivo presidio del territorio e con un grave ritardo nell’adeguamento degli organici delle forze dell’ordine e delle norme del codice della strada.
“Dopo ogni incidente grave – dichiara Sergio Zezza, organizzatore dell’evento -, inizia un doloroso ed estenuante iter legale che dovrebbe portare alla individuazione delle responsabilità, alla punizione dei responsabili con pene commisurate alla gravità dei loro reati, e ad assicurare alle vittime o ai loro familiari un risarcimento equo. Anche in questo campo l’Italia si distingue negativamente dal resto d’Europa, con una giustizia lenta ed approssimativa, che calpesta continuamente la dignità dell’uomo e quei valori che la nostra costituzione dovrebbe tutelare”.
I problemi della sicurezza stradale e della giustizia riguardano tutti, nessuno escluso. “Noi vogliamo portare il nostro piccolo contributo per fermare questa strage. Lo facciamo parlando ai giovani delle scuole superiori della nostra città. Molti di essi sono esuberanti e neo patentati. Li inviteremo a discutere e a riflettere”.








Prendiamo atto ancora una volta che un comprato, quello assicurativo, che pure gioca un ruolo importantissimo in questo discorso, non ha potuto portare il proprio contributo.