Comunicato stampa del Pd
Si è concluso, alle ore 13,30 del 13 u.s., il Congresso cittadino del Partito Democratico di Mesagne con l’elezione unanime a Segretario cittadino di Franco Scoditti.
L’assemblea si è sviluppata in due giorni, aperti dalla relazione del Segretario uscente, Ninni Mingolla ed da quella dello stesso Franco Scoditti, già pubblicata sui diversi organi di stampa. Sotto la Presidenza di Gino Sconosciuto, sono intervenuti iscritti e non iscritti: Carmelo Molfetta, Enrico Leo, Cosimo Faggiano, Fernando Orsini, Mino Falcone, Paolo Cavaliere, Gino Montanaro, Mario Ignone, Damiano Franco, Francesca Riccio, Mino Carriero, Angelo Guglielmi, Vincenzo Montanaro, Antonio Capodieci, ed infine il candidato alla Segreteria provinciale Corrado Tarantino.
Sono stati letti i messaggi inviati da Giuseppe Indolfi e Vito Marchionna, assenti dall’assemblea per impedimenti di natura personale.
Il dibattito sviluppatosi ha consegnato alla città una vittoria unanime delle linee tracciate da Franco Scoditti. Ma in un momento come questo che stiamo vivendo, nel quale è stata consumata proprio ieri una inconsulta aggressione al Presidente del Consiglio, al quale peraltro va la nostra piena ed incondizionata solidarietà umana, siamo lieti di poter verificare i toni nei quali la nostra assise si è svolta. Ha vinto Franco Scoditti, ma a vincere è stata soprattutto la Politica con la “P” maiuscola.
Gli stessi dissensi e le posizioni diverse ed alternative rispetto ad altre forze politiche, presenti quasi tutte all’apertura del Congresso, hanno segnato un alto senso di civiltà, di pacatezza, responsabilità, e, soprattutto, di pregnanza nei contenuti.
Del resto la Politica, già dai tempi antichi della Storia, veniva considerata la Ottava Arte Liberale, dove per “arti liberali” si intendevano e si intendono quella attività che richiedono applicazione della mente e dello spirito. E’ essenzialmente un significato che, se riusciamo tutti ad acquisire e a fare nostro, conduce ad un effetto contrario all’ “antipolitica” e alle risse ora imperanti.
Al di là delle importanti associazioni, gruppi di impegno sociale ed aggregazioni di varia natura, i Partiti politici rappresentano, nella Democrazia odierna occidentale, un’altra cosa. Essi sono il veicolo indispensabile di rappresentanza e sintesi delle istanze sociali e della stessa convivenza civile.
Evidentemente però, per armonizzare contrapposizioni e soluzioni condivise, sono necessarie delle regole.
E nel nostro ordinamento la prima, insostituibile regola delle regole consegnataci dai padri della Repubblica, è la “COSTITUZIONE ITALIANA”, che può e, talvolta, deve essere aggiornata all’evolversi dei tempi, delle dinamiche sociali e della complessità epocale, fermi restando i principi fondanti che caratterizzano il nostro ordinamento.
Cambiare o innovare perciò le regole può essere necessario, ma è altrettanto indispensabile che esse vengano condivise, tant’è che i nostri illuminati padri costituenti hanno previsto la prassi di un possibile aggiornamento della Carta costituzionale, come hanno previsto un controllo dei poteri dello Stato, che occorre rispettare, senza cadere nel disprezzo, o, peggio, nel vilipendio degli stessi.
Rispettare regole e comportamenti ad esse conseguenti è un atteggiamento propedeutico indispensabile a qualsiasi riforma che pur deve essere ormai affrontata a tutela di tutti i cittadini.
Si è parlato anche di questo nel Congresso del P.D. a Mesagne, come si è parlato approfonditamente della situazione nostro territorio, tenendo nel giusto conto la legalità, l’ambiente, la tutela del patrimonio materiale e morale, la convivenza cittadina, il rispetto delle norme emanate.
Ci sia infine permesso di commentare una nota apparsa su un giornale il giorno 13 dicembre, nella quale viene affermato, sotto il titolo “mal di pancia dei giovani” , che non sia stata permessa la presentazione di una lista alternativa a quella, unica, di Franco Scoditti a causa di una presentazione tardiva.
Smentiamo in modo categorico quella notizia, precisando che un’iniziativa in tal senso è stata discussa nella Segreteria del PD, ed addirittura si è auspicato che ciò potesse accadere per conferire ancora più spessore alla democrazia interna, alla quale siamo abituati (cfr. le elezioni primarie di poco tempo addietro.
Il “mal di pancia giovanile” non può essere un “male”, ma tutt’al più una grossa risorsa per la società in genere, ed è un presupposto indispensabile per la crescita e per il dibattito interno in una formazione politica come il PD.
I giovani sono stati presenti nel Congresso ed hanno dato un grosso, proficuo e qualificato contributo al dibattito che si è sviluppato. Il 42,8% dell’Ufficio di Coordinamento eletto è composto da giovani al di sotto dei quarant’anni; il 25% al di sotto dei trent’anni. Il 50% poi è composto da donne.
Bene farebbe quindi la testata, che ha pubblicato questa falsità, a dare lo stesso adeguato spazio alla nostra smentita, in ossequio alla legge che regola la stampa.
Segreteria del Partito Democratico – Mesagne







