Centrosinistra: stasera si decide per il candidato sindaco?

Questa sera il centrosinistra prova a chiudere la lunga ed estenuante trattativa per designare il candidato sindaco. Non c’è più tempo da perdere. Poi bisognerà dare inizio alla campagna elettorale per il rinnovo del consiglio comunale e l’elezione del nuovo sindaco. Chiusa la partita Boccia-Vendola a favore di quest’ultimo, ora i partiti della coalizione che è stata all’opposizione negli ultimi tre anni, sono chiamati a scrivere la parola “fine” a quella che rischia di diventare una telenovela. Tutti i maggiorenti delle forze politiche che concorreranno a vincere la battaglia “contro” il centrodestra, sono uniti su quella che ritengono una necessità inderogabile: far quadrato per mandare a casa la coalizione di centrodestra che – a loro dire – ha procurato solo danni alla città. Per questo dovranno trovare un denominatore comune per l’indicazione del candidato sindaco. In pole position il coordinatore politico del Partito Democratico Franco Scoditti. A ruota Pompeo Molfetta che nei giorni scorsi ad una precisa domanda di un intervistatore televisivo ha dichiarato che “su Franco Scoditti si potrebbe trovare un’intesa”. Ora bisognerà vedere se dopo la vittoria schiacciante di Nichi Vendola, anche a Mesagne votato da buona parte del Partito Democratico, cambierà qualcosa. Nel frattempo Sergio Zezza, candidato sindaco della lista Ferrarese, ha tenuto a chiarire che “ho deciso di ritirare la candidatura perché avevo accettato di dare la mia disponibilità solo per unificare e non per dividere. Non ho alcun interesse a restare in campo perché il mio obiettivo è quello di dare una mano alle forze sane del paese e far si che la città torni ad essere governata dignitosamente”. Il popolo del centrosinistra si aspetta che le varie componenti politiche della coalizione mettano da parte le pur legittime attese di partito e personali per privilegiare i programmi e la città. Ieri sera la Sinistra Progressista ed il Partito Democratico hanno riunito i propri organismi politici per stabilire la strategia. Questa sera Partito Democratico, Sinistra Progressista, Lista Ferrarese, lista civica Vizzino, Udc ed Italia dei Valori si ritroveranno, alle ore 18.00, per riprendere il discorso interrotto martedì scorso quando fu deciso di rinviare per attendere il ballottaggio per la candidatura di governatore della regione Puglia.








Arrivati a questo punto bisogna prendere atto del risultato delle primarie regionali e decidere di conseguenza.
prendere atto di che cosa? stiamo parlando di Mesagne o vuoi sapere se
Matarrelli si candiderà alle regionali?
ci vogliono le primarie pure a mesagne….
Visti i risultati delle primarie, e anche per trovare un canditato nuovo, unico e “uno di noi”, io sceglierei il dott. Pompeo Molfetta.
Con lui e la sinistra unita non ci sarà storia alle prossime amministrative. MOLFETTA SINDACO.
La situazione del centrosinistra a Mesagne mi sembra, fatte le debite proporzioni, simile a quella che a livello regionale ha visto l’ottimo Boccia (calato dall’alto) competere contro Vendola, il vero benvoluto dalla base progressista non necessariamente “comunista”.
Forzando un po’ il paragone – ma non tanto – il nostro Boccia è Scoditti e il nostro Vendola è Pompeo Molfetta.
Come sono andate a finire le primarie regionali l’abbiamo visto … e secondo me (elettore PD) è andata a finire bene.
D’Alema ci ha spiegato che la candidatura Boccia era una logica conseguenza della politica tesa a unire tutte (tutte!) le opposizioni contro Berlusconi. Non che tale politica sia insensata, ma è ormai diventata una politica fredda, dei numeri, senza passione, senza cuore, oserei dire senza princìpi, non coerente con i valori fondanti del PD.
Personalmente respingo il concetto: “Non si vince con i pricìpi, si vince con i numeri”.
Senza contare che, spingi oggi e forza domani, le contraddizioni interne diventano sempre più evidenti, macroscopiche. Il bello è che le contraddizioni sono evidentissime per la base progressista (anzi, per chiunque), ma non per la dirigenza; la dirigenza, anzi,
preferisce andare per la sua strada sempre più divergente dal comune sentire degli elettori di centrosinistra. Grazie alle primarie questi elettori hanno dato un’indicazione inequivocabile. E se non ci fossero state le primarie? Secondo me si sarebbero espressi nella stessa maniera, direttamente nelle urne.
Tornando a Pompeo Molfetta: non gli si può certamente perdonare l’avere provocato la caduta del centrosinistra a Mesagne (ce lo ricordiamo ancora!), ma è ormai tempo di guardare avanti e, per una volta, di assecondare il comune sentire degli elettori progressisti.
secondo me l’eccezionale risultato delle primarie non puo’ essere utilizzato per la scelta del candidato del centrosinistra mesagnese il quale dovra’ avere il pieno appoggio dell’intera coalizione .Scoditti ha un unico punto a sfavore. essere il segretario del PD . se non lo fosse sarebbe il candidato ideale